Lunedì 29 gennaio. Soffrire ci avvilisce; ci rammenta con straordinaria efficacia la nostra pochezza. Ma è proprio qui, in questo nostro strazio, o avvilimento, o disagio, che il Danzatore ci invita a rialzarci e a muovere i primi passi. Perché è nella nostra sofferenza e non a prescindere da essa, che Gesù penetra nel nostro sconforto, ci prende per mano, ci rialza dolcemente e ci invita alla danza. E noi troviamo il modo di unirci alla preghiera del salmista: “Tu hai mutato il mio dolore in danza”. (Sal 30), perché al centro del nostro dolore scopriamo la grazia di Dio.
Nouwen. “Muta il mio dolore in danza”.
Buona vita