Sabato 23 luglio. Per entrare nella “danza del dono” occorre dunque non la risposta del contraccambio quando si riceve, ma il donare a propria volta. Così la gratuità non è spezzata ma è potenziata, perché il donatore nel compiere il gesto del donare deve aprirsi alla fiducia, accettare l’incertezza sull’ accoglienza del dono senza pensare al proprio tornaconto. Se poi la grazia è causa di gratitudine, del rendere grazie, ciò è stupore, meraviglia , a sua volta veramente “grazia”.
E. Bianchi
Buona vita