Domenica 30 gennaio.
In un’epoca di tragedie sempre incombenti, per la Chiesa di Gesù, per il Vangelo, è più importante una Maria credente gioiosa di un Giovanni Battista che profetizza di fuoco e di scure. Il sorriso della ragazza di Nazaret è più costitutivo della fede di quanto non lo siano le visioni, e la voce tonante di coloro che hanno scandito la storia dell’attesa. È il Signore a ricordarci che serietà, tensione, urgenza sono nulla senza gioia. La gioia di Maria fa essere la fede ciò che è: ospitalità di un Dio innamorato. A noi pieni di gravità e concentrazione, Maria ricorda che la fede o è gioia o non è. Il vero modo di onorare Maria non è magnificare lei, ma magnificare il Signore con lei e come lei.
Ermes Ronchi
Buona vita